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storia di vicenza

Intorno al Duecento, il Comune di Vicenza aveva sotto il proprio controllo oltre 200 villae[55], quasi tutto il territorio che oggi corrisponde alla Provincia, escluse alcune realtà ai margini, come i Comuni di Bassano e di Marostica e l'altopiano di Asiago. Con l'arrivo degli Scaligeri iniziava un'epoca nuova per le famiglie signorili di Vicenza. Queste formazioni trovarono appoggio da parte della popolazione soprattutto nelle zone di montagna, in particolare sull'altopiano dei Sette Comuni. Anche in quell'occasione, però, il popolo minuto e la media borghesia, nonostante non fossero certo stati favoriti dalla Dominante, manifestarono invece la propria fedeltà a San Marco, pagando per questa fedeltà un caro prezzo, ben superiore a quello della città, per la brutalità delle truppe nemiche[89]. Nella seconda metà del XII e per tutto il XIII secolo furono le famiglie le vere protagoniste della storia della città e del territorio circostante. Nel contado a nord della città e specialmente nelle zone collinari - dove ancora esisteva la piccola proprietà contadina - questo portò ad un aumento della popolazione, mentre in pianura il saldo restò stazionario[84], ancora una volta a dimostrazione dell'incidenza dei fattori sociali su quelli demografici. Breve storia del Teatro Olimpico. Questi entrarono in Vicenza il 19 gennaio 1798 tra ali di popolazione in festa. Pur essendosi sposato quattro volte (una delle quali con Selvaggia, figlia naturale di Federico II) non ebbe figli, ma non viene ricordato un suo interesse a creare un casato e a trasmettere un potere ereditario. Gli scontri si svolsero soprattutto nel Basso vicentino, ma i padovani arrivarono ad occupare il Borgo San Pietro, appena fuori le mura (altomedievali, non erano ancora state costruite quelle scaligere) di Vicenza. Dopo pochi mesi di occupazione (dall'aprile 1797 al gennaio 1798) a Vicenza e nel Veneto, in base agli accordi del Trattato di Campoformio, ai francesi subentrarono quindi gli austriaci, gioiosamente accolti dai vicentini. Alla fine di gennaio con la battaglia "dei tre monti"[129] ricominciò la controffensiva italiana e la vittoria ridiede vigore alle truppe, che sfilarono a Vicenza il 3 febbraio in un'imponente manifestazione. Era nato il Dominio di Terraferma della Serenissima. Gli statuti recavano anche numerose disposizioni sull'assetto urbanistico e sulla tenuta del territorio, delle strade e dei fiumi, sulla difesa dell'ambiente, con l'obiettivo che la città diventasse bella e fiorente. Era il periodo in cui esse stavano costruendo i più grandi e sontuosi palazzi di Vicenza e il denaro necessario proveniva quasi esclusivamente dalle rendite fondiarie, cioè dai proventi della produzione agricola e dell'allevamento e dai canoni pagati dagli affittuari. Per il senso comune la storia è fatta da un susseguirsi di vicende politiche e militari, vissute da persone, popolazioni e istituzioni che vivono da protagoniste tali vicende e i cambiamenti che ne conseguono. Ritaglia e compila il tagliando presente ogni giorno all’interno di Il Giornale di Vicenza. Populație (2004) - Total: 795.123 locuitori - Densitate 259 loc./km²: Vicenza este o provincie în regiunea Veneto în Italia Le due versioni dell'accordo, pur con differenze, rappresentarono comunque un notevole successo per Vicenza perché ratificarono, in particolare, il suo predominio su quasi tutto il contado, dal quale l'aristocrazia cittadina traeva le risorse che le servivano per alimentare il proprio alto tenore di vita[90]. Dalla località Villaraspa (Motta di Costabissara) partiva l'acquedotto che, passando per la località Lobia, posta 3 km a nord del centro storico, dove sussistono tuttora resti degli archi di sostegno, e transitando per gli attuali viale Ferrarin, via Brotton e corso Fogazzaro, portava in città l'acqua delle risorgive[23] per terminare nel castellum aquae, cioè nel serbatoio presso Mure San Lorenzo[24]. Ben presto però ricominciarono i tentativi di creare un'egemonia a livello regionale, ripetendo in qualche modo l'esperienza politica di Ezzelino. Era abbastanza ampio da permettere il doppio senso di circolazione dei carri. Queste furono erette, come avvenne per altre città consimili, per delimitare lo spazio urbano da quello rurale e conferire prestigio al nuovo status di città romana[18], in un tempo in cui tutta la regione era pacificata e apparentemente non erano necessarie: dalla vittoria contro i Cimbri del II secolo a.C. e fino al II secolo d.C. il Veneto non fu più territorio di incursioni barbariche[14]. Il giorno dell'annuncio Piazza dei Signori si riempì di folla eccitata, che il sindaco Luciano Muzani arringò dalla Loggia del Capitaniato[125]. Questa forza, che tentò più volte di eleggere propri rappresentanti nel Consiglio comunale cittadino, non riuscì però mai a creare una consistente rappresentanza autonoma e dovette rassegnarsi a supportare le liste liberal-moderate. 44, 1994. Il 21 e 22 ottobre 1866 si svolse il plebiscito che decretò il passaggio del Veneto al Regno d'Italia. Alla fine di agosto dello stesso anno convocò nella campagna di Paquara, presso Verona, un'assemblea cui parteciparono vescovi, podestà e grandi signori, insieme con una folla sterminata di gente che gridava al miracolo, mentre Giovanni invitava alla pace universale e alla giustizia sociale. [Vicenza] : Neri Pozza, ©1987-(OCoLC)709519024: Document Type: Book Forte di un immenso prestigio, esercitò un'influenza totale sulla vita della città – dov'era arbitro indiscusso di qualsiasi controversia - e della Marca stessa, giungendo nel 1262 a far incontrare le quattro città maggiori per giurarsi pace eterna. Essi erano direttamente responsabili della raccolta dei tributi, della difesa della città e del distretto, che veniva attuata sia con la custodia permanente delle mura e delle fortificazioni che con la mobilitazione di uomini in caso di bisogno. Lo statuto dell'arte del 1410 annovera circa 7.000 occupati in città[69]. Il 24 ottobre Gian Galeazzo prese anche Vicenza e qui trovò un ceto dirigente assolutamente contrario ad essere assoggettato a Padova[73]. Della città di Vicenza si hanno notizie già in epoca pre-romana, e si attribuisce la fondazione agli Euganei e poi ai Paleoveneti intorno al I o II secolo a.C. Vicenza si riempì così di edifici monumentali imponenti, anche se spesso ridimensionati rispetto al grandioso progetto iniziale o completati con grande ritardo perché, nel frattempo, erano venuti a mancare i fondi per costruirli. Essa fu originata da varie cause, come la volontà espansionistica di Cangrande e la ritrosia di Padova ad assoggettarsi al potere imperiale. Per quanto riguarda Vicenza, abbiamo la testimonianza di un cippo, conservato a Verona, che ricorda come un magistrato romano fosse stato chiamato a dirimere una questione di confini tra Vicenza ed Este[16]. Il connubio con i moderati trascinò i cattolici all'opposizione quando, nel 1909, cadde la Giunta conservatrice di Angelo Valmarana e il Consiglio comunale fu conquistato dall'Unione dei partiti popolari, che aggregava radicali, socialisti e repubblicani. I da Breganze erano ancora più potenti dei da Trissino: possedevano parecchi castelli, come quello di Piovene, anche se vivevano abitualmente nella loro dimora, il castrum di Breganze, collocato in posizione cruciale per i transiti verso Bassano e Trento e perciò fortificato con più torri. Giuseppe e contrà del Guanto, L'attuale ponte San Paolo; il manufatto romano è stato distrutto verso la fine dell'Ottocento, Secondo Paolo Diacono anche Vicenza fu saccheggiata, ma non distrutta, dagli Unni di Attila, ma questo dato viene considerato poco attendibile da, Di lui Paolo Diacono ricorda (III, 16) che partecipò al, Nuove realtà politiche tra 1100 e 1350, in Storia del Veneto, I, Di diverso parere è lo storico Giovanni Mantese che trae una conclusione positiva dall'interpretazione dei, Religione, chiesa, pietà, in Tra Venezia e Terraferma, Da comune di famiglie a città satellite (1183-1311), in Tra Venezia e Terraferma, È documentata la sovranità del vescovo di Vicenza su, In quel periodo i conti Maltraversi, oltre che dei castelli di, Alla fine del X secolo Maltraverso de' Maltraversi fondò l', Treccani.it - Dizionario biografico degli italiani: Maltraversi, Nicolò. We haven't found any reviews in the usual places. Nei primi mesi del 1797 l'esercito francese avanzò in Terraferma, occupando uno dopo l'altro i vari centri. Il primo - seppure modesto - storico fu Giacomo Marzari che pubblicò un piccolo compendio di storia vicentina civile ed ecclesiastica; dopo di lui vennero Silvestro Castellini, che compilò un'opera più seria e completa, e Francesco Barbarano, vissuto nel XVII secolo. Storia Della Citta Di Vicenza Di Silvestro Castellini, Ove Si Vedono I Fatti E Le Guerre De' Vicentini, Cosi Esterne Come Civili, Dall' Origine Di Essa Citt Sino All' Anno … Scopri Vicenza. Dovettero però spartire il potere in città con altre famiglie. Gli storici considerano come un indicatore di questa nascita la presenza dei consoli, che a Vicenza vengono ricordati per la prima volta nel 1147 - cioè una decina d'anni dopo quelli di Verona e di Padova - nel documento che ratifica la Pace di Fontaniva. Durante i primi anni di governo essi si fecero benvolere dalla popolazione, perché attuarono una politica di riduzione delle imposte e di cancellazione dei debiti contratti dalle Comunità di Verona e di Vicenza[71]. Molte famiglie divennero feudatarie ponendosi al servizio dei vescovi - la prima investitura conosciuta in favore dei da Breganze venne dal vescovo di Padova - e ricevendo da essi poderi e ville. I montanari dell'Altipiano attaccarono l'esercito imperiale mentre scendeva lungo la Valsugana, arrestando a Marostica la discesa di Massimiliano che dovette ritornarsene a Trento. Nei secoli XVI e XVII, come in molte città d'Italia, la vita a Vicenza si svolgeva in un clima di tensione e di violenza, dominata da una rissosa aristocrazia spesso implicata in omicidi, risse, vendette, scandali (si pensi alle testimonianze storiche manzoniane nei Promessi Sposi riguardo alla Lombardia). Il Maltraversi non si rassegnò alla perdita delle terre e nel 1200 con un improvviso assalto notturno riuscì a strappare ai vivaresi il castello di Pieve. Angiolgabriello di Santa Maria. Medidas: Peso: gr Cubierta: Términos y condiciones de compra: • Nuestro catalogo de libros en importado. L’apice della sua storia? Poi il ferreo controllo si fece un po' meno duro anche se imposizioni, tassazioni e balzelli vari continuarono a pesare sulla popolazione (per fare un esempio, Monte Berico rimase interdetto ai civili sino al 1857). Dalle origini ai giorni nostri Storie delle città: Amazon.es: Jori, Francesco: Libros en idiomas extranjeros La Repubblica di Venezia cadde il 12 maggio 1797 e, al posto del doge, in Palazzo Ducale si insediò una Municipalità Provvisoria. Nella seconda metà del XVIII secolo anche a Vicenza, come in tutta Europa - si compì la cosiddetta transizione demografica, cioè la riduzione sia dei tassi di mortalità che di natalità. Tutto il periodo fu anche caratterizzato dall'attività degli insediamenti benedettini sul territorio vicentino, sia per lo svolgimento delle funzioni pastorali loro affidate dai vescovi che per la bonifica di estese zone, in precedenza acquitrinose, tutt'intorno alla città. Storia Della Citta Di Vicenza Di Silvestro Castellini, Ove Si Vedono I Fatti E Le Guerre de' Vicentini, Cosi Esterne Come Civili, Dall' Origine Di Essa Citta Sino All' Anno … Il 15 aprile Iacopo Thiene partì per Venezia e ne ritornò il 25 accompagnato da Giacomo Surian, incaricato dal doge e da 250 balestrieri[79]. A differenza di Alberico, che vedeva la signoria come l'affermazione di un potere individuale e familiare, egli si sentiva pienamente investito della funzione che l'imperatore gli aveva delegato[60]; il suo costante obiettivo non era l'interesse di una famiglia o di una città, ma dell'impero. In tempi di razzie e di violenze, quando la prima necessità era quella della difesa, esse riuscirono ad affermarsi garantendo questo bene primario con i loro castelli, le fortificazioni e gli armati a protezione dei transiti e degli abitati. Il Comitato per il patrimonio mondiale UNESCO, riunito a Phuket, in Thailandia, ha inserito la città nella lista sulla base di due criteri: Secoli VI-IX: l'età longobarda e carolingia, Secoli XII-inizi XIII: il Comune cittadino, La cultura e la vita religiosa nel XIII secolo, Il territorio vicentino, campo di battaglia, Lo sviluppo della città e l'ampliamento delle mura, La caduta degli Scaligeri e l'avvento dei Visconti, La minaccia ottomana e il declino di Venezia, Le idee protestanti e il Concilio di Vicenza, La grande architettura rinascimentale e classica, La caduta della Repubblica di Venezia e la Municipalità provvisoria, Vicenza dalla caduta della Repubblica Veneta all'annessione all'Italia, Dal Quarantotto all'annessione al Regno d'Italia, Il nuovo ruolo della città nell'Ottocento, Dall'annessione all'Italia alla prima guerra mondiale, Il governo della città dall'annessione alla prima guerra mondiale, Il primo dopoguerra e la nascita del fascismo a Vicenza. Questo processo prende il nome di costruzione del distretto comunale o conquista del contado[32]. Formalmente essa aveva l'arbitrium, cioè il potere di creare, interpretare, modificare e rendere esecutive le leggi, ma con il Privilegium si era impegnata a rispettare le leggi di Vicenza, sia quelle esistenti che quelle di nuova istituzione. 24 dicembre 2020. video; Commenti (0) Contribuisci alla notizia Contribuisci. VICENZA STORIA DI UN'AVVENTURA URBANA and a great selection of related books, art and collectibles available now at AbeBooks.com. Così nel 1590 - uno dei momenti di maggiore difficoltà, durante un triennio terribile al punto che i lupi arrivarono fino alla città - il Podestà e il Consiglio deliberarono di estendere l'aiuto anche al contado, “non tanto per beneficio de infinite persone miserabile, la quale non avendo raccolto robba da per se stesse per la sterilità dell'anno andranno in pericolo, anzi quasi certezza, de morir de fame, quanto a beneficio de tutti i cittadini i quali mancando il territorio resteriano in conseguenza privi delle loro intrade”[81]. L'originalità di Vicenza si ebbe però nel Cinquecento, quando in città emerse il grande architetto tardo-rinascimentale Andrea Palladio, che lasciò in eredità un insostituibile patrimonio di idee, concretizzate soprattutto nei palazzi che arricchirono il centro storico e nelle sontuose ville venete. In città le corporazioni intervenivano alle maggiori solennità religiose, come la festa del Corpus Domini, quella di Santa Corona, quella dei Santi patroni Felice e Fortunato. Così il Maccà[97] definiva nel 1783 Vicenza città nobilissima et antichissima … più antica non solo di Roma, ma ancora di Padova stessa … una delle città più antiche e gloriose, che racchiude nel suo giro la Marca trevigiana, recuperando leggende delle origini e una tradizione ormai consolidata. A metà del secolo era presente in città sia la fraglia dei lanarii che quella dei mercatores di panni, che possedevano botteghe nel peronio, la principale piazza della città[68]. È situata in un importante punto di convergenza per le vie di comunicazione stradale e ferroviaria da e verso la Lombardia. Lo stesso accadde ai canonici della cattedrale, rovinati dall'incapacità di riscuotere le decime che loro competevano in città e nelle colture[41]. Il primo Fascio di combattimento nacque a Vicenza nel novembre 1920, trovando aderenti - oltre che tra gli studenti, in particolare quelli dell'Istituto Rossi - in quella parte della borghesia che non si riconosceva né nei partiti di massa né nella vecchia classe dirigente, considerata incapace di garantire l'ordine sociale. Quando questi nel 1236 ritornò in Italia per combattere i Comuni ribelli, si insediò a Verona con il proprio esercito e di lì inviò dei messi all'allora podestà di Vicenza Azzo d'Este per chiedere l'obbedienza della città, ma egli si rifiutò di riceverli ed anzi intimò ai vicentini di resistere. Una di quella partite mai banali, al cui interno ne troviamo sicuramente due che hanno fatto storia per motivi diversi: quella del 92/93 ed il playout del 2012. Il Medioevo vicentino, attraversato da continui conflitti e mutamenti di potere, era stato piuttosto povero quanto ad architettura privata. Per ricordare i 743 caduti della città, fu realizzato a Monte Berico il Piazzale della Vittoria, dal quale lo sguardo spazia su tutte le montagne, dalle Piccole Dolomiti al Monte Grappa, che furono teatro della Grande Guerra. La situazione precipitò a tal punto che nel 1264 il Comune si diede a Padova in custodia: nel febbraio 1264 un nuovo podestà padovano, Rolando da Englesco, occupava la città militarmente. Set in Vicenza, 4.3 miles from Fiera di Vicenza, 650 yards from Town Museum and 1.7 miles from Olympic Theatre, RESPIRA VICENZA! Il governo si inimicò anche il clero, fino ad allora collaborativo, quando adottò misure che limitavano i suoi privilegi. Tra le diverse teorie sulla periodizzazione delle epoche e la datazione della fine dell'età moderna e l'inizio di quella contemporanea, possiamo quindi scegliere la più classica, che fa riferimento al cambio di regime operato dalla Rivoluzione francese - nel nostro caso la Caduta della Repubblica di Venezia - ritenendola la più adeguata al Veneto e a Vicenza. Forte dei poteri di dux et comes civitatis ottenuti dal Comune, emanò decreti per far rientrare in città gli esiliati, liberare i prigionieri politici e i debitori, limitare l'usura, riuscì persino a far inserire queste norme negli statuti comunali. Un modello paradigmatico che sarebbe stato applicato anche nei secoli seguenti sotto il dominio della Serenissima[75]. Vicenza – cenni storici e monumenti. La guerra si concluse nel 1314 con la schiacciante vittoria di Cangrande che aveva occupato Padova stessa e accettò di stipulare la pace con la mediazione di Venezia. Storia Della Citta Di Vicenza V2 (1783) (Italian Edition) [Silvestro Castellini] on Amazon.com. Così nacque e si consolidò ulteriormente un altro fattore produttivo, dato dall'arte della lana: è documentata la sua presenza in alcuni monasteri situati nei borghi suburbani presso i corsi d'acqua. Il dominio visconteo fu rigido ma di breve durata: con la morte di Gian Galeazzo Visconti (1402) si scatenò nuovamente una guerra regionale e Vicenza si trovò al centro della contesa. Fu il vescovo Enrico, dopo il 1122, il primo a schierarsi dalla parte del papato[36]. Oltre alle fraglie dei mestieri ve n'erano altre a contenuto devozionale, mutualistico o caritativo[50]. Questo stile di governò peggiorò notevolmente e sempre più dopo che Federico II fu scomunicato, nel 1245, nel Concilio di Lione e soprattutto dopo la sua morte nel 1250. Il vero decollo del movimento resistenziale nel Vicentino si colloca nella primavera del 1944, quando le istanze della società civile formarono la base della rivolta armata. Essa si presentò nel territorio vicentino con episodi ricorrenti dall'inizio del Trecento al 1631, anno in cui la città adempì al voto fatto alla Madonna di Monte Berico. La soggezione politica non permetteva lo sviluppo di una forte economia, con la possibilità di battere moneta propria – espressione della ricchezza e della potenza di una città - e il sorgere di una robusta classe di imprenditori commerciali. Viene esclusa anche l'appartenenza a stirpi galliche o celtiche[9]. Una di quella partite mai banali, al cui interno ne troviamo sicuramente due che hanno fatto storia per motivi diversi: quella del 92/93 ed il playout del 2012. 1884 - Horse-drawn Vicenza tram begins operating. Nello stesso ottobre il Re Vittorio Emanuele II, giunse a Vicenza per consegnare la Medaglia d'oro al valor militare per l'eroismo dimostrato dai patrioti nel difendere la città. Nello stesso secolo a Vicenza vi fu anche una Chiesa catara, particolarmente forte durante la signoria di Ezzelino III, che fu repressa a più riprese e infine del tutto estinta dalla locale Inquisizione. Frequenti furono le manifestazioni anti-austriache in città e nel territorio, sempre prevenute o represse dall'efficiente polizia asburgica, favorita spesso da delatori, che procedeva all'arresto dei patrioti. Due to its age, it may contain imperfections such as marks This article incorporates information from the Italian Wikipedia. Il sito della Federazione delle Associazioni di Archeologia del Veneto, nella pagina 'Vicenza romana' corredata di una mappa, riferisce sullo stato attuale dei ritrovamenti: Alle origini del Veneto romano in Storia del Veneto, Tra i reperti ritrovati sul luogo della battaglia vi sono delle biglie, usate dai. In realtà Ezzelino, signore di Verona, era già diventato l'uomo di fiducia di Federico che contava su di lui per estendere la propria autorità su tutta la Marca, quindi anche su Vicenza. I vicentini però non accettarono di buon grado questo regime, che sentivano imposto da una città ‘straniera’ e tentarono ulteriori ribellioni, giungendo ad ottenere nel 1266, un podestà veneziano, Marco Querini. Con la dedizione a quest'ultima, l'aristocrazia vicentina conferiva una legittimazione al suo dominio e ne riceveva in cambio la garanzia di poter mantenere le proprie leggi, le magistrature e soprattutto il predominio delle famiglie che governavano la città. Tutt'intorno le piazze dei mercati di vendita al minuto: la piazza delle Biave, cioè del foraggio e delle sementi, la piazza del Vino[52], la piazza delle Erbe, le Pescherie vecchie e quelle Nuove[53], contrà Muscheria dove si vendevano guanti e oggetti in pelle e le strade occupate dalle professioni giuridiche, come i Nodari, e finanziarie come la contrà dei Giudei[54]. Dalla storia di Roma si può supporre che, come gli altri Veneti, anche gli abitanti di quella che poi fu chiamata Vicetia (probabilmente da vicus) abbiano dapprima subito l'influenza culturale dei popoli circostanti: anzitutto gli Etruschi, dai quali i Veneti acquisirono mode, forme d'arte e scrittura, poi i Galli Cenomani e i Cimbri, ma senza soggiacere loro.

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